Disciplina del Trust

L’accettazione del trust nel nostro ordinamento ha seguito un percorso per certi aspetti complessi e non sempre lineare: cerchiamo di ricostruirne le tappe fondamentali che hanno portato anche in Italia ad una disciplina del trust.

La prima sentenza italiana che fa riferimento al trust è quella della Corte di Cassazione del 21 Febbraio 1999: si trattava nello specifico del caso di un cittadino inglese proprietario di alcuni beni in Sardegna.

Non va comunque enfatizzata eccessivamente la portata innovativa di questa sentenza che di fatto non entrava ancora nel merito della questione dell’accettabilità del trust nell’ordinamento italiano.

In un’analisi delle sentenze sul tema nel corso del 900 si nota che le difficoltà maggiori riguardavano l’inquadramento della figura del trustee.

Fin quasi alla fine del secolo in ogni caso va detto che le pronunce giurisprudenziali in tema trust sono state alquanto sporadiche.

Lo spartiacque definitivo da questa prospettiva è rappresentato senza dubbio dall’approvazione della Convenzione de l’Aja del 1 Luglio 1985, resa esecutiva in Italia con la Legge n.364 del 1989.

Da questo momento vengono registrate le prime sentenze aventi ad oggetto i trust definiti “interni”, ovvero privi di elementi di estraneità: per la prima volta il riconoscimento del trust avviene anche come applicazione delle lex rei sitae.

Le lacune legislative lasciate dalla Convenzione di cui sopra rendevano però necessaria una presa di posizione da parte del legislatore: in questo senso va letta l’introduzione dell’art.2645 ter nel codice civile.

Come diretta conseguenza del riconoscimento giuridico del trust la Finanziaria 2007 ha provveduto anche a regolarne la disciplina fiscale e le condizioni di tassazione.

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